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La prima sede dell'Istituto fu il Palazzo Caporali in via Lorenzo Leonij,
oggi n. 21, acquistato con i denari di famiglia da Luigi stesso. Alla morte
di Crispolti, nel 1883, il Vescovo ed il Capitolo della Cattedrale di Todi ereditarono la direzione dei suoi istituti:

Come ho pregato il P.mo Capitolo ad assumere il caritatevole uffi-cio di provvedere alla conservazione dei miei Istituti (riferendosi al maschile e al nuovo ricovero femminile).

Accogliendo la richiesta di Luigi Crispolti, il Vescovo protempore, divenuto presidente dell'opera, decise di trasferire la sede dell'orfanotrofio pres-so 1'ex convento degli agostiniani in via S. Prassede; era il 1884. In realtà una qualche attività, forse scuola serale, già era stata intrapresa da Luigi Crispolti presso il convento degli agostiniani nel 1852.

Tutte le vicende degli immobili dell'Istituto e della sua sede risentirono delle novità legislative seguite all'unita d'Italia e alla istituzione della Congregazione di carità, con il conseguente incameramento del beni delle Opere pie. Per evitare altri espropri, gli enti ecclesiastici misero in atto dispositivi capaci di tutelare la proprietà e la liberta di azione.

Cosi, 1'ex convento degli agostiniani, il 12.XL del 1884, rogito di Luigi Antonini, fu alienate dai conti Fabio Fredi e Giacinto Pongelli, (che lo ave-vano a loro volta acquistato dal Demanio dello Stato e dalla società omonima per la vendita dei beni ecclesiastici del Regno d'Italia) a favore di due sacerdoti: don Domenico Mannaioli di Montecastello e don Giovanni Rosatelli di Fratta Todina. Evidentemente 1'acquisto era destinato all'Istituto Crispolti, perchè proprio in quell'anno il Vescovo vi trasferì la sede.

Un atto rogato nella curia tuderte chiarisce i termini della vicenda. Nell’atto si specifica che con denaro interamente appartenente all'eridità Crispolti fu comperato il complesso di S. Prassede; d. Domenico Mannaioli e mons. Giovanni Rosatelli furono solo proprietari fiduciari. Per un debito che 1'eredita di Domenico e Luigi Crispolti contrasse nei confronti della Cattedrale, con licenza della Santa Sede, si stabilì che a saldo del debito fosse devoluta la proprietà dell'ex convento degli agostiniani alla Sagrestia della cattedrale di Todi, riserbando 1'abitazione, 1'uso e 1'usufrutto di detto ex convento ed orto in favore dell'Istituto Artigianelli Crispolti. Due anni più tardi, risolte le questioni economiche, 1'opera di sistemazio-ne e ristrutturazione dell'Istituto Artigianelli Crispolti assunse caratteri defi-nitivi, dopo i primi contatti con i muratori furono presi dal vescovo Luzzi, il 21 aprile 1886. I lavori, abbastanza lenti, attendevano impulso da una promessa di sussidio di Leone XIII, e furono sospesi prima del 6 ottobre '86. Però, terminate le finestre, gli allievi diretti dai Fratelli della Misericordia si trasferirono in Santa Prassede. Il 9 novembre '86, il Direttore dell'Istituto Crispolti padre Eugenio Lauwres, belga, si trasferì definitivamente nel convento con tutto l’Istituto. In quegli anni, in cui la parrocchia di Santa Prassede era retta ancora dagli agostiniani, i Fratelli della Misericordia progettarono una cappella all'interno dell’Istituto stesso. All'inizio il superiore degli agostiniani si rifiutò addirittura di ricevere i Fratelli della Misericordia nella Casa generalizia di Roma, perchè scontento della vendita del convento di S. Prassede di cui non avrebbe voluto affatto privarsi: alla congregazione belga, invece, risultava che il vescovo Luzzi avesse comperato il convento con licenza della Santa Sede e d'intesa con gli agostiniani. Dopo pochi mesi però, gli agostiniani lasciarono la parrocchia e cosi i Fratelli ottennero il permesso di aprire un passaggio tra il convento e la chiesa.

Il direttore fratel Eugenio, in una missiva ai suoi superiori di Roma, nell'89, esternò tutte le sue ansie per le finanze dell'Istituto, dal momento che, pare, mons. Luzzi avesse "lasciato un debito ingente a carico dell'Istituto, sia per la compera della casa di S. Prassede, sia per il restauro della medesima. La notizia è senz'altro veritiera, poiché in quell'anno il canonico Spica vendette una preziosissima pianeta per finanziare l’istituto"; la situazione fu aggravata dal crollo di un muro nel fabbricato dell'ex convento «sotto il loggiato».

Nel 1896 il vescovo Boschi, a nome e per interesse dell'Istituto Crispolti, alienò la vecchia sede dell'Istituto, oggi «Palazzo Caporali», in favore dei coniugi Martino e Adele Caporali. Dopo qualche mese, il nuovo vescovo Ridolfi ristrutturò il dormitorio nella nuova sede in via S. Prassede per 50 posti letto, rifece il corridoio centrale in modo da avere oltre la Direzione, le scuole, anche le officine delle arti e mestieri, infine il teatrino. Furono realizzate cosi tutte le strutture per una buona funzionalità dell'Istituto, ormai l’unica opera di carità rimasta alla chiesa tuderte.

Pochi giorni dopo il mio ingresso in questa diletta Diocesi (24.01.1897) mi occupai con amore dell'Istituto Crispolti, dove il figlio dell'operaio sperimenta gli effetti della carità e s'informa ai suoi principi della morale cristiana. Visitandone le officine situate qua e là, e segnatamente il dormitorio contrario alle regole dell'igiene, provai un sentimento di tristezza... bisognava rimediarvi senza indugio. Affidai il mio voto alla Provvidenza, non potendosi contare sulle sostanze dell'istituto... La Provvidenza mi esaudì in modo che l'ampliamento del locale non è più un desiderio ma un fatto.

Tale episodio, importante per 1'intera città, venne ricordato da Mons. Vezzulli in uno scritto in memoria di Ridolfi: «come trovava (per la ristrutturazione) tanti denari? è un mistero. I vecchi canonici di allora ne rimanevano storditi». Del resto il Vescovo, in una sua pastorale, dichiarava alla popolazione che, dopo il Seminario, era 1'Istituto Crispolti, affidato ai Fratelli della Misericordia, 1'istituzione cui si rivolgeva con più attenzione; anche dal Messico, sua nuova sede, non mancò di incoraggiare i crispoltini.

Il 15 agosto 1897, ricorrendo il 50° anniversario della fondazione dell'Istituto, si programmarono solenni festeggiamenti, poi interrotti a motivo della malattia di fra Leopoldo che mori il 17.09.1897, e furono rimandate al 1899. In tale occasione fu data alle stampe un'immaginetta del fondatore, l’unica ad oggi conosciuta. Probabilmente per realizzare l’immaginetta fu mandata una foto a Roma, alla Casa generalizia dei Fratelli, e là, infatti, si conserva l’unica foto conosciuta del canonico tuderte. La riproduzione della stessa in chiaroscuro, a firma di G. Taddei, fu offerta alla direzione dell’Istituto il 15.08.1958, dall'ex alunno Mori Gioacchino, quale ultimo superstite dell’Istituto dei tempi del fondatore. L'iconografia di Luigi, oggi disponibile, e completata da due dipinti a olio realizzati nel 1919 dal­l'ex alunno Romolo Giusti in occasione di un convegno di ex alunni.

A conferma della volontà di migliorare l’opera caritativa fondata da Luigi, furono acquistati, nel 1913, fabbricati in via Cesia da parte di Mons. Ruggero Bovelli, destinati anch'essi all’uso dell’Istituto Crispolti e inglobati poi nella sua struttura.

Fino al 1821 l’Istituto Crispolti gratuitamente usufruì dell'ex convento e la sua direzione fu affidata dopo i Fratelli della Misericordia, ai Missionari del Sacro Cuore e, poi, ai canonici Tullio Pompei e, successivamente, a don Giovanni Marchetti.

Nel 1921 si presentò la necessita di modificare l’assetto proprietario; don Giovanni Rosatelli era infatti morto e la sua quota era stata ereditata dai suoi fratelli Luigi e Bernardino di Fratta Todina: nel frattempo, anche don Domenico Mannaioli era stato eletto vescovo a Roma ed era anche lui molto avanti negli anni.

Cosi, l' 11.11.1921, sempre per tutelarsi legittimamente dalle leggi, sfavorevoli agli enti ecclesiastici, con atto del notaio Ascenzio Greco, gli eredi Rosatelli, Luigi e Bernardino, e Mons. Domenico Mannaioli vendettero 1'ex convento. Venne ceduto a una società di 11 sacerdoti di Todi (costituenti la cosiddetta "società tondinaria" erano: Zafferani Luigi vescovo, Giovanni Marchetti, Folignoli Giovanni, Francesco Giardinieri, Antonio Fratini, Morelli Perseo, Azzarelli Giovanni, Giulio Pantanelli, Enrico Vezzulli, Seno Ursini, Augusto Sensi.) con due clausole importanti: - L'ultimo degli undici sacerdoti che fosse rimasto in vita avrebbe potuto disporre della proprietà a sua discrezione. - Nessun erede degli undici sacerdoti avrebbe potuto accampare diritti sulla quota del suo ascendente, poiché tale quota era da intendersi a «fondo perduto». Ciò permise di continuare il tradizionale rapporto tra Capitolo della Cattedrale ed Istituto, secondo 1'accordo del 1896, e la volontà testamentaria di Luigi.

Nel complesso immobiliare dell'ex convento venne edificato nel 1954, dai padri Salesiani, al tempo gestori dell'Istituto, un nuovo edificio per realizzare un maggior numero di aule scolastiche: oggi sono sede del Laboratorio Crispolti. Nel 1957, quando i religiosi Salesiani lasciarono Todi, 1'Istituto, per queste migliorie apportate, rimborso £. 6.000.000 all'ordine Salesiano.

Nel 1961, venne acquistato dal seminario Tuderte un locale per uso cucina in via Cesia, e dal 1960 al 1977, attraverso cantieri di lavoro del Ministero del Lavoro, con contributi per materiali da parte del Ministero dei lavori pubblici e dell'Istituto Crispolti, la volumetria dell'ex convento venne triplicata sotto la direzione di d. Vincenzo Faustini. L'ala su via Cesia venne demolita e ristrutturata, con 1'aggiunta di un nuovo piano: rifatto il tetto e gli impianti dell'edificio, terrazzamenti della scarpata e realizzazione del campo sportivo; infine, costruito un nuovo edificio a tre piani presso il campo sportive; demolita e ricostruita 1'ala sud; rifatto un nuovo dormitorio. Complessivamente furono impiegati 21 cantieri di lavoro. L’ultimo della società di 11 sacerdoti, che figurava proprietario dell'ex convento, fu don Francesco Giardinieri, il quale, il 21 marzo del 1972, con donazione modale (ai fini di culto e di religione), donò al Capitolo della cattedrale di Todi la proprietà dell'ex convento agostiniano.

La donazione venne perfezionata con due atti successivi: - nel 1975 il Presidente della Repubblica, con Decreto n. 23 autorizzò 1'accettazione della donazione ponendo il vincolo: «Gli immobili suddetti che 1"opera Istituto Altigianelli Crispolti alle dirette dipendenze del Vescovo di Todi utilizzo per provvedere all'assistenza e all'educazione della gioventù, manterranno 1'at-tuale destinazione», evidentemente richiamandosi all'atto fondante del 1896. Infine, il 14.04.1975, con atto A. Paulillo, il Capitolo della cattedra­le accetto la proprietà con le modalità del DPR citato.